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Puglia |
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Salento
La penisola salentina (o Salento) è
l’estrema porzione di territorio della
Puglia collocata tra il Mar Ionio (a ovest)
e l’Adriatico (a est).
Si sviluppa lungo oltre 250 km di costa in
cui si alternano tratti di spiagge bianche
e sabbiose e di scogliere frastagliate a picco
sul mare.
Il Salento comprende quella che era definita
la Terra d’Otranto, quindi tutta la
provincia di Lecce (con 97 paesi e 39 frazioni,
ognuno con un proprio dialetto e dove, in
alcuni casi, si parla ancora il greco), quasi
tutta quella di Brindisi e in parte quella
di Taranto.
Si estende dalla cosiddetta soglia messapica
(cioè il confine geografico che separa
il Salento dalla Valle d’Itria), fino
a Santa Maria di Leuca, dove i due mari si
incontrano.
Otranto, la località più orientale
d’Italia, è una ridente località
nota soprattutto per il suo mare limpido e
per la bellissima costa che, nella parte sud,
in uno scenario pittoresco e suggestivo, alterna
promontori e calette con rocce bianche punteggiate
di cespugli sempreverdi che abbracciano il
piccolo golfo delle Orte dominato dalla vecchia
Torre del Serpe.
Fra le spiagge più belle spicca Punta
Craulo, sabbiosa e con scogli. 10 km più
a sud si trova Porto Badisco un paese accogliente,
con attrezzature turistiche per diverse esigenze:
alberghi, camping stabilimenti balneari e
campi sportivi.
Da ormai cinque anni, Otranto è considerata,
secondo la guida blu di Legaambiente, tra
le 10 località più belle d’italia
cui sono state riconosciute 5 vele, il massimo
punteggio ottenibile.
5 chilometri a nord si trova la bella spiaggia
degli Alimini, una lunga lingua di sabbia
candida, ricca di morbide dune. Tutto intorno
all’arenile cresce rigogliosa la macchia
mediterranea.
È un luogo dall’aspetto selvaggio
se non fosse per i villaggi turistici che
hanno preso in concessione alcune parti della
spiaggia.
Il resto dell’insenatura è libero.
Per raggiungere la spiaggia è necessario
lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi
situati lungo la strada e proseguire a piedi
o col comodo bus navetta.
Percorrendo la litoranea verso sud si incontra
l’approdo di Enea, minuscola cala alla
foce di un torrente oggi in secca. Secondo
la tradizione qui si rifugiò Enea,
dopo la fuga da Troia.
Proseguendo in direzione Santa Maria di Leuca
si arriva a una parte di costa alta e frastagliata:
non ci sono spiagge, le scogliere raggiungono
anche un centinanio di metri d’altezza
e ricadono a picco sul mare.
L’azione erosiva delle onde ha aperto
in queste rocce profonde grotte che affiorano
dall’ acqua e possono essere visitate
solo in barca o a nuoto.
Le grotte di questo tratto costiero sono la
meta preferita dai patiti delle immersioni.
I pochi lidi sabbiosi della zona si concentrano
nelle spiagge di Salve, a poca distanza da
Leuca: si tratta di belle insenature, con
alcuni tratti attrezzati. Il principale stabilimento
balneare di quest’area è il Lido
di Venere.
Altra perla del Salento, Gallipoli vanta un
bel lungomare che serpeggia seguendo le spiagge
sabbiose di Rivabella, in parte attrezzate
(indicativamente a luglio nei tanti stabilimenti
del litorale.
In questo tratto di costa il paesaggio cambia
bruscamente: non più rocce alte e scoscese
ma un litorale basso e sabbioso, ideale per
le famiglie, chiuso a sud da Punta Pizzo e
a nord da Lido San Giovanni.
Tutta la zona rappresenta una delle parti
più integre dal punto di vista nauralistico,
tanto da essere inserita nel Piano Regionale
Aree Protette della Puglia.
Nell’estremità meridionale del
golfo si colloca la Baia del Pizzo, raggiungibile
in auto seguendo la litoranea fra Mancaversa
e Gallipoli.
Quasi tutta la spiaggia è libera, tranne
una piccola parte dotata di stabilimento balneare.
Dalla parte opposta, proseguendo verso il
nord di Gallipoli, si incontra il Lido Conchiglie.
Il piccolo lido sabbioso completamente libero,
si affaccia proprio di fronte all’isola
di Sant’Andrea, l’isolotto su
cui si erge l’omonimo faro.
L’ultima tappa di questo viaggio fra
le meraviglie del Salento è Nardò.
Il tratto di costa che fronteggia questa cittadina
è alto e caratterizzato da una natura
aspra e selvaggia, dal fascino suggestivo.
Una zona adatta soprattutto a giovani in cerca
di angoli incontaminato: non ci sono infrastrutture
e per raggiungere il mare si devono fare lunghe
camminate lungo sentieri ripidi e mulattiere
invase dalla macchia meditenanea.
Il panorama però è mozzafiato.
Imperdibile una visita a Porto Selvaggio,
una caletta rocciosa immersa tra ginestre
e lentischi. Chi preferisce la sabbia, deve
scegliere la Marina di Nardò, dove
ci sono anche stabilimenti.

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