Alla scoperta dell’isola
La presenza del parco marino obbliga i turisti,
anche se non fanno neppure il bagno, a pagare
una tassa giomalieri di 10 dollari
americani da versarsi in contanti all’ingresso
del parco. La tutela della natura e la profonda
bellezza dei luoghi, per quanto le spiagge
a causa delle forti maree non siano stupende
come ci si aspetta, valgono sicuramente la
spesa. Ma questo dettaglio è sufficiente
a far capire che Mafia Island non è
uno dei posti più economici dove trascorrere
una vacanza, né in assoluto né
in
relazione alla vicina Zanzibar. In media,
per una settimana compresi i voli si spendono
da 1.500 (bassa stagione) a € 2.200 (alta
stagione) a persona. Nonostante ciò,
l’isola è meta ideale per chi
cerchi tranquillità a contatto con
la natura: non solo non ci sono discoteche,
veri e propri locali o ristoranti, ma sulle
uniche due strade sterrate dell’isola
scarseggiano persino le automobili. Sta quindi
ai gusti del singolo considerarla un paradiso
di pace o un incubo di noia.
Ma andiamo con ordine e iniziamo il giro dell’isola
dal capoluogo, Kilindoni, dove si trova l’aeroporto,
poco più di uno spiazzo sterrato, che
collega l’isola a Dar es Salaam,capitale
della Tanzania, con un volo di circa 40 minuti,
A Kilindoni si trovano gli
uffici govemativi, una banca e un ufficio
postale. L’unica vera attrazione del
villaggio è il tipico mercato africano,
molto colorato e caratteristico. Ma la località
turistica più importante è Utende,
villaggio situato sulla baia interna di Chole,
a circa 12 km di distanza da Kilindoni. Ed
è proprio sulla costa di Utende che
si trovano gli unici tre resort dell’isola
(un quarto si trova a Chole).
Come Tarzan e Jane
Il Pole Pole Resort è
la struttura più lussuosa dell’isola
ma anche una delle più rispettose dell’ambiente
al punto che la prestigiosa rivista internazionale
Travel + Leisure l’ha inserita
fra le prime 25 strutture ecocompatibili del
mondo. Molto curato nei dettagli, il lodge
è di proprietà e gestito da
Massimo e Katia, una giovane coppia di italiani
che negli ultimi sette anni hanno reso questo
lodge un luogo di soggiorno da sogno: i sette
bungalow in legno affacciati direttamente
sulla spiaggia della Chole Bay, proprio di
fronte alle isole Chole, Juani e Jibondo,
sono grandi (60 m2) e rifiniti con cura: i
pavimenti sono realizzati in legno di afrormosia
(uno dei legni più rari e pregiati
dei Tropici), i mobili sono in mogano, porte
e finestre in doussi. Anche i letti sono in
legno e di grandi dimensioni e la biancheria
da letto e da bagno importate dall’
Italia. La spiaggia antistante è molto
piccola ma da qui partono le tante escursioni
organizzate dal resort che portano alla scoperta
della baia e della Chole Island, la prima
isola abitata dell’arcipelago. Il resort
organizza numerose escursioni (il prezzo è
incluso in quello del bungalow tranne il biglietto
di ingresso al parco marino che costa 10 dollari
americani e un dhow (tipica imbarcazione a
vela) è sempre a disposizione degli
ospiti. Sempre sulla baia di Chole si affaccia
il Kinasi Lodge, una piccola
struttura privata che emerge dal fitto di
una piantagione di cocco con 12 bungalow in
legno confortevoli, uno per le famiglie, con
due camere da letto. Ogni bungalow ha una
grande veranda, tetto di makuti (foglie di
palma intrecciate), mobili antichi e realizzati
a mano. Il resort dispone anche dell’unica
piscina dell’isola. La spiaggia antistante
è abbastanza modesta e, come in altri
casi, ricavata dal taglio di alcune mangrovie.
Il Mafia Island Lodge, infine,
il più vecchio e anche il più
economico resort presente sull’isola,
è situato in un grande palmeto sul
tratto di spiaggia più bello di Mafia.
La struttura dispone di 40 camere tutte con
veranda affacciate su Chole Bay. L’albergo
ha anche di un diving privato e organizza
molte escursioni.
Chi invece è alla ricerca dell’avventura
e ha voglia di giocare ai naufraghi “di
lusso” oppure ai novelli Tarzan, senza
elettricità, senza telefono e senza
nessuno dei comfort “tradizionali”
(ma con l’acqua calda che viene garantita
da strane docce che vanno
azionate a mano), può provare l’incredibile
esperienza di un soggiorno al Chole
Mjini Lodge. Situato
sull’isola di Chole, abitata ma del
tutto selvaggia e senza spiagge, è
costituito da sette piccole casette di legno
costruite sui baobab, arredate comunque con
gusto, soltanto con materiali locali e naturali:
le bellissime escursioni, il totale estraniamento
dal mondo, l’atmosfera informale completamente
diversa da quella degli alberghi tradizionali
e i suggestivi panorami, ripagano i prezzi
decisamente alti.
