MAFIA ISLAND
Situata a 25 km dalle coste della Tanzania,
di fronte al delta del fiume Rufji, 125 km
a sud diDares Salam, e 160km a sud della ben
più popolare e conosciuta Zanzibar,
l’isola di Mafia si estende per circa
50km di lunghezza e 13 di larghezza nelle
acque dell’Oceano Indiano. Il nome Mafia,
di incerta etimologia, probabilmente significa
deserta o atollo ed è facilmente
spiegabile se si considera che Mafia è
l’isola principale (circondata da numerosi
isolotti, atolli e banchi di sabbia che appaiono
e scompaiono con l’avvicendarsi delle
maree) di un piccolo arcipelaeo dove vivono
45 mila persone non ancora “scoperto”
dal turismo dei grandi numeri. Dal 1995 l’isola
e le acque che la circondano sono state quasi
interamente incluse nel Mafia Island
Marine Park che, con una superficie
di 822 km2, è l’area marina protetta
più ampia dell’Oceano Indiano.
Il parco marino tutela oltre 50 tipi di corallo,
460 specie di pesci e 5 diverse specie di
tartarughe marine individuate nella Chole
Bav. Le acque sono calde (tra i 25° e
i 29°C) e sicure, con vaste baie interne
facilmente accessibili ai sub inesperti ma
di grande interesse anche per i più
preparati. Non mancano neanche le tartarughe
marine che scelgono proprio le spiagge coralline
per deporre le uova. Punto di riferimento
per tutti i divers che si recano a Mafia è
il Big Blu Diving Center (tel. celi. 00255.784.918069,
www.bigblumafia.org; Singola immersione €
25,54; corso completo con rilascio brevetto
€240,79; pagamento in contanti e travel
cheques), situato a Chole Bay: fondato e gestito
da italiani, offre oltre alle classiche immersioni,
molte escursioni in barca e varie attività
come la pesca e il whale watching. Attenzione
però a scegliere il periodo giusto:
Mafia dà il meglio di sé da
novembre a marzo, prima del periodo delle
piogge che va da aprile a maggio. Agosto,
settembre e ottobre sono variabili, mentre
giugno e luglio sono da evitare per il forte
vento che impedisce siale uscite in barca
sia le immersioni.
Escursioni fra terra e mare
Le molte escursioni da effettuare nell’arcipelago
sono organizzate dai resort dell’isola
e dal Diving Big Blu. Chi ha un po’
di
dimestichezza con la vela può affittare
per pochi soldi dagli abitanti del luogo le
barchette di legno di mangrovia o i tradizionali
dhow con i quali si possono raggiungere le
barriere coralline che si trovano al largo
delle varie isolette: tra le più belle
quelle di
Juani e Jibondo (Kitutia). I banchi di sabbia
bianca che emergono con la bassa marea, come
quello di Marimbani, sono stupendi e garantiscono
visioni incantevoli. Anche l’escursione
a Chole è un classico: l’isolotto
si può raggiungere con il dhow a motore
di linea che si ferma di fronte al Mali Lodge
e che fa la spola fino alle ore 16 tra la
spiaggia cli Utende e l’isola (200 scellini),
oppure con le escursioni organizzate. Qui
si trovano, tra l’altro, intere colonie
di volpi volanti (pipistrelli giganti che
si nutrono di frutta) e alcune rovine arabe
del XV secolo utilizzate dai tedeschi durante
la prima guerra mondiale. Tra le mete più
interessanti vi sono le rovine dell’antica
città araba du Kua, sull’isola
di Juani: la città risalente al XVII
secolo, fu distrutta nel XIX. Ultima destinazione
è il pittoresco faro di Ras situato
all’estremo nord dell’isola.
