Grattacieli, Po Lin e The Peak: Le
cime di Honk Kong
Megalopoli bifronte è anche lusso,
business internazionale e architettura avveniristica.
Per trovare tutto ciò dobbiamo spostarci
di poco a sud, sull’isola omonima.
Per arrivarci possiamo scegliere tra i frequentissimi
e tradizionali ferry di colore verde, che
hanno vari terminai lungo la baia e collegano
le due zone della città in circa 10
minuti; oppure possiamo avvalerci dell’efficiente
e pulita linea della metropolitana.
Dimenticate ritardi, scioperi, venditori ambulanti
e suonatori dentro le carrozze. Troverete
efficaci tabelloni touch screen interattivi,
dove poter visionare il tragitto che vorrete
percorrere; ci saranno postazioni internet
gratuite per tutti nei mezzanini di attesa,
e monitor a cristalli liquidi che trasmettono
pubblicità e informazioni utili ai
viaggiatori dentro i vagoni.
La connessione wireless è garantita
ovunque e i passatempi principali dei pendolari
sono sicuramente la navigazione sulla rete
con i propri palmtop o comunicare con i telefoni
cellulari.
Giunti sull’isola di Hong Kong, il panorama
muta radicalmente; qui gli odori sono annullati,
l’aria quasi asettica e le cime dei
grattacieli di cristallo incombono ovunque.
Il monolite più spettacolare, quello
della Bank of China, rappresenta la nuova
potenza capitalistica della Repubblica Popolare.
Ma, in un susseguirsi di giochi di luce di
tutto lo spettro, ogni grattacielo fa spettacolo
a sé.
Ognuno col suo stile, sempre estremo e mai
ordinario o banale. Coinvolge lo spettatore
e lo invita al suo interno.
Infatti sono molti gli edifici che ospitano
centri commerciali raffinatissimi, mentre
agli ultimi piani sorgono sfarzosi ristoranti
e open bar con vista a 360 gradi sulle animate
e colorate vie sottostanti e sulla baia che,
in lontananza, è percorsa in ogni senso
da natanti carichi di merci e navi cargo,
appena salpate o in arrivo in uno dei più
trafficati porti del mondo.
Hong Kong è anche natura e, dal punto
di vista geografico, è l’estensione
della provincia cinese del Guangdong. Il territorio
ha una superficie di poco più di 1.000
chilometri quadrati, ma possiede una topografia
molto diversificata, con ripide montagne che
scendono a precipizio sfociando in selvagge
valli, attraversate da fiumi.
E ancora, coste rocciose intervallate da idilliache
insenature sabbiose. Si possono annoverare
23 parchi naturali che coprono il 40 per cento
circa del territorio.
È possibile girare alloro interno servendosi
dei sentieri per escursioni, circondati da
uno scenario tropicale lussureggiante. Una
delle isole che abbiamo visitato e che vale
una gita di almeno una giornata è l’isola
di Lantau, pochi chilometri oltre il frastuono
cittadino.
Prendete la linea della metropolitana MTR
e scendete al capolinea di Tung Chung. Se
non soffrite di vertigini, salite sulla cabinovia
che, dopo un affascinante percorso con un
dislivello di 420 metri, vi condurrà
al limitare di Ngong Ping, una ricostruzione
di un antico villaggio bucolico cinese.
Passate oltre (sembra di stare a Gardaland)
e puntate, salendo, verso il monastero di
Po Lin, poco più in là. L’atmosfera
è completamente diversa: fedeli in
preghiera all’interno di questo tempio
offrono i loro omaggi alle divinità;
silenziosi monaci strisciano sui marmi dei
pavimenti, indaffarati ora a sistemare un
altare votivo, ora a bisbigliare preghiere
appena percettibili.
Attraverso le vetrate istoriate del tempio,
maestoso, il Buddha seduto più alto
del mondo domina dalla collina. Salite tutti
gradini che portano alla vetta e sarete ripagati
per la fatica fatta. Il panorama da lassù
è ineguagliabile, e spazia dal Mar
Cinese Meridionale alle colline boscose dell’isola,
fino al non lontano aeroporto internazionale
Chek Lap Cok.
La statua, realizzata nel 1923 e contornata
di divinità adoranti che offrono doni
al Buddha seduto, è una costruzione
imponente, alta 26 metri. Nel suo interno
cavo cela un piccolo cimitero dove riposano
le ceneri di alcune centinaia di defunti.
Tornati indietro a Hong Kong, non perdete
l’ultima delle meraviglie che questa
città offre. Recatevi presso il Victoria
Gap e salite (vi consigliamo di farlo al tramonto)
sul tram a cremagliera che in pochi minuti
vi condurrà sino a The Peak, il punto
più panoramico di Hong Kong, a 500
metri sul livello del mare.
Vi troverete poco oltre la verticale dei grattacieli,
sullo sky terrace, e abbracciando tutta la
città dalle mille luci, non potrete
non consumare decine di foto per catturare
una delle location più spettacolari
al mondo.
Non per niente, fin dall’arrivo degli
Inglesi nel 1841, gli alti funzionari governativi
e i mercanti europei costruirono le loro dimore
su queste alture, scelte sia per la spettacolare
vista sia per sfuggire al caldo torrido che,
per molti mesi all’anno, stringe in
una morsa umida tutta a città.
Solo la vista vale quasi il viaggio in questa
lontana zona del mondo: i grattacieli dei
centri dirigenziali della zona di Central;
i condomini dei Mid-Levels; il trafficato
Victoria Harbor; la popolosissima Kowloon
con le frastagliate e verdi montagne dei Nuovi
Territori alle spalle.
Godetevi una serata facendo acquisti nei simpatici
shop all’interno della Peak Station
o visitando il museo delle cere di Madame
Tussaud (ebbene sì, il gemello di quello
londinese), e dopo un rilassante aperitivo,
accomodatevi in uno dei raffinati (ma mai
troppo pretenziosi) ristoranti con vista.
Però tenete d’occhio l’orologio,
tempus fugit, dicevano i latini, perché
a mezzanotte il tram effettua la sua ultima
corsa di ritorno per la città.