Hong Kong (Cina)
Tutto deve cambiare affinché nulla
cambi». Così sintetizzava il
principe di Salma attraverso la penna di Giuseppe
Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo.
Si trattava delle atmosfere borboniche della
Sicilia e non della realtà della dichiarazione
Sino-Britannica ratificata il 19 dicembre
1984. Ma la storia si ripete e in fondo rimane
sempre uguale a se stessa, quale che sia il
popolo, la latitudine o l’era politica.
Deng Xiaoping, l’uomo che ha diretto
de facto la Repubblica Popolare Cinese dal
1976 al 1993, aveva visto bene quando, oltre
un ventennio addietro, ideò il metodo
“Un Paese, due sistemi”, con il
quale si lasciava libertà amministrativa
a Hong Kong, pur delegando alla Cina i compiti
di politica estera e difesa per un periodo
di 50 anni, fino al 2047.
L’ex colonia doveva rimanere, pur passando
di mano, il cuore pulsante dell’economia,
un immenso volano trascinatore anche per le
altre realtà cinesi. Oggi, a distanza
di oltre un decennio (l’handover è
stato effettuato il primo luglio del 1997),
gli effetti di questo particolare melting
pot capitalistico-comunista sono sotto gli
occhi di tutti, e la Cina è diventata
una grande potenza economica.
Hong Kong a detta di molti viaggiatori vanta
una delle posizioni geografiche più
coinvolgenti al mondo a farle compagnia sul
podio ci sono Rio de Janeiro, Sydney, San
Francisco e CapeTown.
La città si specchia narcisisticamente
in una baia sinuosa e accattivante, costellata
da una miriade di isole di varia grandezza
molte delle quali non urbanizzate.
Il nucleo a regione di Hong Kong è
formato dall'isola omonima, dalla penisola
di di Kowloon e dai Nuovi Territori; quest'ultima
è sicuramente la zona meno visitata
dai turisti anche se merita almeno una puntata.
Infatti, in quest’area a Hong Kong vive
il 30 percento degli abitanti di Hong Kong.
Kowloon è un agglomerato urbano proteiforme
e dai mille aspetti, spesso contraddittori,
e ha rappresentato il punto di partenza del
nostro viaggio.
In questa metropoli c'è un susseguirsi
di negozi che offrono prodotti della medicina
tradizionale cinese o dell’erboristeria.
Entrando negli empori, si resta quasi inorriditi
di fronte alla quantità e alla varietà
di animali morti essiccati, come cavallucci
marini, tartarughe, serpenti rinsecchiti e
attorcigliati.
E ancora, polvere di corna di cervo o locuste.
Ma anche funghi, erbe, radici e bacche. Qualunque
essere vivente del regno animale o vegetale
e addirittura di quello minerale, viene considerato
curativo dopo opportuni trattamenti.
Non manca l’onnipresente ginseng, ritenuto
dai cinesi una panacea per tutti i mali. È
una marea umana in piena quella che percorre
incessantemente giorno e notte Nathan Road,
la direttrice principale di Kowloon, vera
arteria pulsante dell’economia popolare
locale.
Un fiume impazzito che tracima nelle vie secondarie,
dove l’odore di zuppa dei ristorantini
sulla strada si mescola a quello acre e nauseabondo
del sangue degli animali, ammazzati al momento
nei mercati all’aperto.
Kowloon, specie nella sua parte meridionale,
Tsim Sha Tsui, è anche l’impero
dell’elettronica. Una lunghissima serie
di negozi con i prodotti tecnologici di ultima
generazione vi farà compagnia pressoché
ovunque.
Smaliziati commessi sull’uscio cercheranno
in tutti i modi di carpire la vostra attenzione
e portarvi all’interno per cercare di
vendervi qualsiasi cosa, anche ciò
di cui non avete assolutamente bisogno! I
prezzi sono sicuramente più bassi che
in Italia, ma se vorrete comprare, ricordate
che lo farete a vostro rischio e pericolo;
la garanzia sul prodotto acquistato non vale
nel nostro Paese.
Altra pietra miliare da visitare è
il famosissimo mercato di Tempie Street. Aperto
tutti i giorni dalle 20 fino a mezzanotte
circa, contiene centinaia di bancarelle dove
è esposto ogni tipo di
prodotto vendibile: dalle carabattole più
improbabili alla giada; da tecnologici binocoli
notturni agli articoli per la cucina, fino
alle repliche di orologi delle griffe più
famose.
Questa parte di città è la meno
borghese, ma sicuramente la più genuina,
non ancora azzerata dai centri commerciali
o dagli anonimi negozi delle catene internazionali
sempre uguali a se stessi.
Una tipica usanza di questa zona è
cenare nei locali all’aperto lungo i
marciapiedi. Dopo gli acquisti, rimanete da
queste parti; c’è davvero un’infinita
quantità di ristorantini che serve
ogni genere di piatto: dai classici tagliolini
alle zampe di pollo; dal tofu fermentato e
fritto alle crocchette di pesce.
Certo, la vista delle interiora degli animali
appesi ai ganci sulla strada non invita e
può funzionare da deterrente. Il menù,
poi, è scritto in caratteri cinesi.
Indicate quello che vorrete consumare, sarà
più semplice che cercare di decifrare
L'ostica lista.
The Peak Tram
L’emozionante percorso che si inerpica
sulla collina più nota di Hong Kong.
Salire a bordo del tram a cremagliera in Garden
Road e attraversare lentamente tutta la collina
è un’esperienza memorabile per
raggiungere il Peak. Completato nel 1888,
il tram è stato la prima forma di trasporto
elettrico nella ex colonia britannica.
Fu costruito per soddisfare le esigenze dell’elite
coloniale, che cercava una soluzione sbrigativa
e confortevole per raggiungere le proprie
dimore sulle alture della città.
Lungo il percorso furono edificate alcune
stazioni intermedie, che permettevano a chi
abitava più in basso di proseguire
più agevolmente verso la propria abitazione.
I vagoni della funicolare si agganciano a
un sistema a cremagliera che vanta una pendenza
impressionante. Il percorso si snoda inizialmente
attraverso i lussuosi condomini borghesi dei
Mid-Levels e, prima che il tram giunga alla
stazione d’arrivo superiore, si può
già godere del panorama sottostante
non appena supera il limite degli alberi,
a metà di Victoria Peak.
La corsa dura poco più di 10 minuti,
dalle 7 del mattino alla mezzanotte.
